Il talento non è una quantità.È una direzione.
La parola talento si usa comunemente in due modi: come dote superiore, e come sinonimo di persona ad alto potenziale. In entrambi i casi stabilisce una gerarchia.
Per noi il talento è la modalità attraverso cui una persona tende a generare valore. Tutti ne hanno uno, e averlo non è un merito.
I sei Talenti non sono stati scelti.
Quasi tutti gli strumenti di profilazione funzionano per archetipi: qualcuno ha osservato certi modi ricorrenti di stare al lavoro, li ha descritti, e ne ha scelto un numero.
Sono tutte le combinazioni possibili a coppie di quattro dimensioni misurate — e le coppie fra quattro elementi sono esattamente sei. Ne discende una cosa che gli strumenti a tipologie non possono fare: dire non solo cosa c'è in un gruppo, ma cosa manca.
Lo stesso modo di lavorare rende benissimo in un contesto e si consuma in un altro.
È un fatto che chiunque abbia cambiato lavoro conosce, e che quasi nessuno strumento misura.
Una prestazione debole può descrivere una persona inadeguata al compito, oppure un compito inadeguato alla persona. Sono due situazioni opposte e richiedono cose opposte.
Misuriamo entrambi, sulle stesse dimensioni. La distanza fra i due è l'informazione che conta.
Non misura la prestazione. Non predice se una persona avrà successo. Non serve a selezionare.
Il modello nasce da anni di lavoro in aula e da un impianto di validazione in corso. Quando i risultati saranno pubblicati, li troverete qui.