Il talento non è una quantità.È una direzione.
C'è una persona che nel suo vecchio lavoro era considerata brillante, e nel nuovo fatica. Stesse capacità, stessa voglia, risultati diversi. Succede continuamente, e quasi nessuno sa spiegarlo.
La parola talento si usa di solito come dote superiore, o come sinonimo di persona ad alto potenziale: in entrambi i casi stabilisce una gerarchia. Per noi è un'altra cosa — il modo in cui una persona tende a generare valore. Tutti ne hanno uno, e averlo non è un merito.
Come si fa a saperlo.
Con un questionario di 54 domande, che si compila in una decina di minuti. Le domande non chiedono quanto sei d'accordo con un'affermazione: mettono a confronto due cose che ti somigliano entrambe e ti chiedono di sceglierne una.
È scomodo di proposito. Quando si può essere d'accordo con tutto, si finisce per descrivere la persona che si vorrebbe essere; dovendo scegliere, viene fuori quella che si è.
Ti danno un progetto senza istruzioni e con una scadenza vera.
Prima chiedi come è stato fatto le altre volte.
Prima provi, e poi sistemi.
Nessuna delle due è la risposta giusta. Ma se hai esitato, quella esitazione dice qualcosa — ed è esattamente ciò che le altre 53 domande servono a mettere a fuoco.
- Domande sul modo di lavorare36
- Domande su cosa conta e cosa non si accetta18
- Tempo necessariodieci minuti
Non ci sono risposte giuste, e nessuna combinazione è migliore di un'altra.
I sei Talenti non sono stati scelti.
Quasi tutti gli strumenti di profilazione funzionano per archetipi: qualcuno ha osservato certi modi ricorrenti di stare al lavoro, li ha descritti, e ne ha scelto un numero.
Sono tutte le combinazioni possibili a coppie di quattro dimensioni misurate — e le coppie fra quattro elementi sono esattamente sei. Ne discende una cosa che gli strumenti a tipologie non possono fare: dire non solo cosa c'è in un gruppo, ma cosa manca.
Eccoli.
Sono sempre espressi come un'azione, mai come un'etichetta: descrivono cosa fai, non chi sei.
CostruireTrasforma il piano in qualcosa di concreto, con metodo e obiettivi misurabili.
ArmonizzareMette ordine tra le persone e dà forma a un gruppo che funziona.
EsplorareVa dove gli altri non sono ancora arrivati, con un metodo personale.
ConnettereSi muove con libertà tra contesti e lega insieme persone diverse.
EccellereSceglie la propria strada e cerca sempre il risultato migliore.
IspirareLavora sui risultati attraverso le persone, non contro di esse.
Leggendoli ne hai probabilmente già scelto uno. Tienilo a mente: nella metà dei casi non è quello che esce dal test — perché quello che scegliamo è il talento che ammiriamo, non quello che usiamo.
Il test restituisce quello dominante, un'eventuale sfumatura secondaria, e un indicatore che dice quanto il risultato è netto. Perché a volte non lo è, e in quel caso te lo diciamo, invece di fingere una precisione che non abbiamo.
Lo stesso modo di lavorare rende benissimo in un contesto e si consuma in un altro.
È il fatto da cui siamo partiti, e che quasi nessuno strumento misura. Chi è abituato a decidere in fretta si spegne dove ogni cosa passa da tre approvazioni. Chi dà il meglio costruendo relazioni si consuma dove si comunica solo per iscritto. Non è incompetenza: è distanza.
Una prestazione debole può descrivere una persona inadeguata al compito, oppure un compito inadeguato alla persona. Sono due situazioni opposte e richiedono cose opposte.
Misuriamo entrambi, sulle stesse dimensioni. La distanza fra i due è l'informazione che conta.
Non basta sapere come lavori.
Le stesse 54 domande rilevano anche due cose che il modo di lavorare non dice: cosa conta davvero per te, e cosa rende un posto inaccettabile.
Le chiamiamo condizioni non negoziabili. Sono quelle cose per cui una persona lascia un lavoro che sulla carta andava benissimo, e quando gli chiedi perché non sa spiegarlo bene nemmeno lui.
Sono la parte più personale del profilo, e per questo non escono mai: non le vede nessuna azienda, in nessuna forma e per nessuna configurazione.
Quello che dici resta tuo.
Il profilo lo vedi tu per primo, e decidi tu se e cosa condividere. Se fai il test tramite la tua azienda, il risultato del tuo Lab e le tue condizioni non negoziabili non le riceve comunque, e il profilo puoi portartelo anche quando quel lavoro finisce.
Non è una cortesia: uno strumento che chiede a una persona come sta davvero, e poi consegna la risposta a chi la paga, riceve solo risposte prudenti. E su risposte prudenti non si misura niente.
Non misura la prestazione. Non predice se una persona avrà successo. Non serve a selezionare.
Il modello nasce da anni di lavoro in aula e da un impianto di validazione in corso. Quando i risultati saranno pubblicati, li troverete qui.
Dieci minuti, e sai quale dei sei ti somiglia davvero.
Vedi cosa ottieni